Siti archeologici subacquei

 

Cinquanta giorni dopo il solstizio, quando volge al colmo l’estate spossante, questo è per i mortali il tempo per navigare. In questo tempo non infrangerai la nave, né il mare ucciderà gli uomini, a meno che non voglia perderli Posidone Scuotiterra o Zeus re degli immortali: che essi hanno in mano il potere del bene e del male. Quando i venti sono regolari e il mare sicuro, allora spingi in mare la nave veloce e affidala pure ai venti. Riponivi tutto il tuo carico e affrettati a tornare a casa prima che puoi. Non aspettare il vino nuovo, le piogge d’autunno, né che arrivino le tempeste e i temibili soffi del vento di mezzogiorno, che agita le onde, compagno della gran pioggia d’autunno che Zeus manda e rende aspro il mare.

Esiodo, Le Opere e i Giorni

Nell’antichità classica la navigazione raggiunse uno sviluppo davvero notevole. Si condussero viaggi esplorativi oltre le Colonne d’Ercole, nel Mar Rosso e nell’Oceano Indiano, testimoniati sia dalle fonti scritte che dai rinvenimenti archeologici. In epoca romana imperiale tutte le sponde e le isole del Mediterraneo erano regolarmente collegate da rotte di lungo corso e di cabotaggio.