Il mercantile Rigoletto

Si tratta anche in questo caso di una nave mercantile che affondò negli anni Sessanta nello specchio acqueo antistante il centro abitato di Messina, nei pressi di quella che è ancora oggi una zona industriale. Il mercantile era vecchio e pertanto destinato alla dismissione. Proprio per questo motivo veniva volontariamente incagliato nel punto esatto dove si trova oggi il relitto, ma un errore di manovra fece in modo che la nave non affondasse del tutto. Il colpo d'occhio è quindi molto caratteristico dato che il relitto è visibile persino dalla terraferma: la prua sorge infatti fuori dal pelo del mare. La limpidezza dell'acqua, dovuta al gioco di correnti tipico dello Stretto di Messina, è spesso eccellente, tanto da permettere di scorgere la parte sommersa del relitto anche da riprese aeree o da immagini satellitari!
L'immersione comincia proprio da quì, dalla punta emersa, preferibilmente dal lato nord, in modo da trovarsi a favore di corrente. Si scende lungo tutta la fiancata destra della nave e si giunge fino alla poppa dove sono ancora perfettamente conservati sia l'elica che il timone. La profondità massima che si raggiunge nel corso di questa discesa è di 33 metri. Da questo punto comincia una lenta risalita sul versante opposto (mura di sinistra) e circa a metà lunghezza si "sorvola" il ponte della nave. Questo presenta molteplici accessi alle stive, nelle quali vale sicuramente la pena addentrarsi in quanto ancora cariche. E' possibile vedere carcasse di auto, moto e mezzi vari, ancora molto ben conservati nonostante la lunga permanenza in acqua.
Al termine dell'immersione la sosta di sicurezza è tra le più piacevoli in quanto è possibile effettuarla sulla parte poppiera del ponte, tra i cinque ed i sei metri di profondità, continuando pertanto ad esplorare quest'ultima parte del relitto. Una volta riemersi la corrente ci sospingerà dolcemente verso riva.

Nonostante la profondità massima sia alla portata di un sommozzatore Advanced, ci sentiamo di sconsigliare assolutamente la visita a questo relitto senza una guida preparata. Le ragioni sono molteplici. Si tratta in primis di una immersione in corrente a tutti gli effetti: anche conoscendo gli orari di stanca ed immergendosi nel corso di questi, è sempre presente una deriva sensibile. Se si commettesse l'errore di effettuare l'immersione al di fuori del periodo di stanca ci si scontrerebbe contro una corrente fortissima, sufficiente a fare rizzare i capelli in testa!
In secundis, si tratta di un'immersione in acque quasi gelide. Nel mese di luglio la temperatura dell'acqua non supera mai i 17 °C, rendendo di fatto obbligatorio indossare una muta almeno semistagna. Il pericolo di aggrovigliamento è certamente elevato, essendo presenti parecchi residuati di reti e lenze. In ultimo, ma certamente primo in ordine di importanza, la penetrazione all'interno delle stive è consigliata esclusivamente a chi conosce bene il relitto e la sua struttura, è capace di avanzare senza sollevare sedimento (che farebbe immediatamente precipitare a zero la visibilità!) e venirne fuori conoscendo le vie d'uscita senza rimanere intrappolato all'interno di esso.