Relitti di aerei


I resti di questo quadrimotore risalgono al secondo conflitto mondiale e si trovano oggi nel Canale di Sicilia, ad una profondità di circa 85 metri, visitabili pertanto solo mediante immersione tecnica.

Sui fondali della Sicilia si trova attualmente quello che è il più grande museo esistente di aerei. Tale museo si è arricchito di esemplari soprattutto durante la Seconda Guerra Mondiale; infatti, sebbene abbiamo notizia di perdite aeree antecedenti il 1940, essendo questi velivoli costituiti principalmente di legno e tela, di loro, non esiste più traccia nei fondali.

Durante gli sbarchi del luglio 1943 gli attacchi aerei italiani e tedeschi furono inconcludenti (pochissime navi affondate) ma furono pagati con uno stillicidio di 15/20 aerei al giorno. Ed ora giacciono nel mare davanti a Catania, Siracusa, Avola, Scoglitti, Gela e Licata. Nella zona dello sbarco andò perduto anche uno degli splendidi, avanzati tecnicamente, quadrimotori italiani P-108. I pescatori raccontano che quando pescano nel Canale di Malta, devono tenere alte le reti dal fondo perché le perderebbero impigliandole negli aerei. Chiamano quel tratto di mare l’aeroporto.

L’altro tratto di mare nel quale giacciono centinaia di aerei è quello tra Sciacca, Trapani, Capo Bon, Tunisi.
Per rifornire l’ultimo fronte dell’Asse, quello della Tunisia, furono organizzati, nei primi mesi del 1943, degli aeroconvogli per portare urgentemente delle truppe, delle munizioni ed i materiali. I viaggi di ritorno degli aerei da trasporto servivano per il rimpatrio dei feriti. Fu un enorme massacro: i tedeschi persero oltre 350 aerei, noi italiani un centinaio di trimotori da trasporto e, data la supremazia degli Alleati, un enorme numero di caccia di scorta. Nella domenica delle Palme del 1943 andarono perduti oltre 50 aerei; la superiorità numerica del nemico, con l’arrivo degli americani, era realmente enorme ed incontenibile.

La lista di relitti aerei che Diving Sicily vi propone, come vedrete, è piuttosto limitata (ma non per questo poco interessante): l'elevata profondità esclude infatti circa il 98% dei possibili candidati per un'immersione. Abbiamo ristretto il campo ai relitti entro i 30 metri di profondità, spesso molto meno, tutti in ottimo stato di conservazione.