Offerte per whale watching a Lampedusa

Sono le creature più misteriose degli abissi. Protagonisti di sagre leggendarie e bestseller della letteratura mondiale, li abbiamo visti piroettare davanti a platee entusiaste di bambini nei parchi acquatici o esibirsi in danze enigmatiche nei documentari sul mondo marino. Ma incontrarli in natura non è poi così difficile: sono ben otto le specie di cetacei che popolano i mari italiani. Osservarli nel loro habitat è possibile grazie al whalewatching, un'emozionante escursione in mare aperto, su barche a vela o a motore, in compagnia di biologi marini e naturalisti.

Una pratica ormai diffusa anche nel mare nostrum, Italia in primis. Importato dall'America da una decina d'anni, è un fenomeno che riscontra successo crescente, anche per la sua capacità di coniugare divertimento e divulgazione scientifica. Un aiuto per la ricerca, poi: a volte i partecipanti sono coinvolti nelle attività di identificazione e schedatura dei mammiferi e il costo dell'escursione serve a finanziare gli studi.

Istruzioni di viaggio. Improvvisarsi whalewatchers non è facile: è necessaria un po' di esperienza per abituare gli occhi a percepire il minimo movimento. Il consiglio degli esperti è non fissare lo sguardo verso un'unica direzione, ma spaziare sulla superficie del mare. Le regole d'oro dell'osservatore naturalista sono due: arrecare il minor disturbo possibile ai mammiferi marini e imparare a riconoscere i segni dell'avvistamento. Soffi, dorsi, pinne e "splash" sono gli indizi principali. Il periodo migliore per vederli va da fine marzo a metà aprile.