Gli itinerari

Catania e dintorni

Siracusa e dintorni

Siracusa è una delle mete classiche del turismo internazionale. L'Orecchio di Dionisio, il teatro greco, il Parco archeologico e il borgo antico di Ortigia (con i suoi mille vicoli che si intrecciano a formare un labirinto di viuzze di impareggiabile bellezza e con l'abbagliante linea di palazzi settecenteschi, realizzati in pietra calcarea bianca, che si affacciano sul porto Grande), costituiscono un'attrattiva affascinante. Se poi, a tutto questo, si aggiunge anche un mare ricchissimo di vita e dai fondali coloratissimi, si può affermare che quello di Siracusa è un luogo quasi perfetto.
La penisola della Maddalena, che si protende verso lo Jonio pochi chilometri a sud del porto Grande di Siracusa è, di fatto, un superbo gioiello della natura, il cui mare è salvaguardato dall'istituzione di una splendida Area Marina Protetta.
Le alte coste della penisola, costituite prevalentemente da rocce calcaree bianche, esposte da milioni di anni all'incessante azione del mare, della pioggia e del vento, risultano oggi ricche di suggestive grotte e cavità naturali di tutte le dimensioni.
Alcune di esse si possono visitare facendo una passeggiata a piedi, muniti semplicemente di robusti scarponi, altre, invece, si trovano sotto il pelo dell'acqua e per esplorarle è necessaro dotarsi almeno di maschera, tubo e pinne.
Nei calcari che costituiscono questo bianco bastione roccioso, è incredibile osservare come l'azione combinata degli agenti atmosferici è stata capace di disegnare decine di grotte, una più bella dell'altra. Grotte passanti che formani ampi archi dai bizzarri giochi di luce e grotte che, invece, si addetrano per centinaia di metri nel ventre della penisola, a formare enormi cattedrali sommerse, dove i grandi pesci trovano rifugio dalle insidie delle reti da pesca.
Un luogo molto suggestivo per chi fa snorkeling è certamente la grotta ubicata proprio sotto il faro di Capo Murro di Porco, l'estrema propaggine orientale della penisola della Maddalena. Venendo dal mare è facile scorgere una stretta rientranza a "V" nell'alta parete rocciosa che forma il capo.
Basterà ancorare lì la barca e scendere in acqua con maschera e pinne.
Pinneggiando, costeggiando le pareti che scendono verticalmente, si ha modo di esplorare la porzione emersa di questa grotta e di ammirare la grande quantità di pesce stanziale che ne popola la prima porzione e le immediate vicinanze. Anche la vegetazione sommersa vanta un vasto campionario di specie tra le quali non manca, naturalmente, la verde Posidonia oceanica, pianta simbolo del Mediterraneo, perchè solo in questa mare prolifera.
Le pareti della grotta sono ricchissime di vita. Ogni anfratto è interamente ricoperto da astroides e spugne coloratissime mentre, tutt'intorno, miriadi di gamberetti volteggiano nell'oscurità, tanto che, accedendo le lampade subacquee, si avrà l'incredibile sensazione di nuotare nella scia di una cometa.
Un'altra immersione, riservata però ai subacquei muniti di autorespiratore, la si può effettuare su una secca poco distante. La "Secca del Capo", che s'innalza dal fondo marino (cinquanta metri più in basso) fino a raggiungere i 13 metri circa di profondità dalla superficie. La secca ha la forma di un grande tronco di cono con le pareti molto ripide ed incise, alla base, da frequenti profonde crepe. Sono proprio questi solchi presenti nei fianchi della secca a costituire il maggior punto d'interesse dell'intera immersione.
Senza aver bisogno di raggiungere profondità importanti, si può osservare quì una grande quantità di eunicelle bianche e gialle, sopra le quali numerosi crinoidi protendono pigramente i loro bracci piumosi alla ricerca di cibo. Frequenti sono pure gli spirografi, che spiegano le loro spire alla corrente per ritrarle, repentinamente, al minimo spostamento d'acqua sospetto; osservando con attenzione i gambi di questi magnifici "vermi", non è affatto raro trovare grossi esemplari di cavallucci di mare (Hyppocampus guttulatus) aggrappati sotto le loro spire, in attesa delle prede di cui cibarsi.
Durant la risalita, anche il piatto cappello della secca merita certamente una sosta. Tra le numerose alghe e colonie di idroidi che ne ricoprono la superficie rocciosa, si trova infatti una gran quantità di nudibranchi multicolori, ultima suggestiva immagine di questo splendido mare, prima di risalire in superficie.

Vendicari

Lungo le coste che delimitano il confine orientale della Riserva Naturale Orientata di Vendicari è possibile ammirare un tipico paesaggio subacqueo con fondale misto, costituito da rocce calcaree e da sabbie fini, prevalentemente derivanti dalla frantumazione di milioni di gusci di conchiglie, che nel corso dei millenni sono stati in balia dell'incessante azione del moto ondoso.
Procedendo da nord verso sud, le coste rocciose, inizialmente alte alcuni metri, lasciano il posto, dopo pochi chilometri, a delle speiagge basse caratterizzate da sabbia bianchissima, che rende il paesaggio simile a quello dei paradisi tropicali.
In quest'ambiente le bombole non servono per effettuare indimenticabili escursioni subacquee. Maschera e pinne sono un equipaggiamento sufficiente per godere di quello che si può definire il paradiso dello snorkeling: mare sempre caldo, acque luminose e trasparenti ed un'abbondanza di vita, sia vegetale che animale, che ha pochi paragoni nel mare Mediterraneo. L'ingresso in acqua avviene dalla spiaggia posta proprio di fronte l'isola di Vendicari, distante da questo punto poco più di un centinaio di metri. Quì l'acqua è bassissima, tanto che per la prima parte del percorso bisogna farla... camminando, per iniziare a nuotare solo quando la profondità raggiunge il mezzo metro, così da potersi muovere senza il pericolo di strisciare sul fondo, danneggiando le tante forme di vita presenti.
Dal fondale, inizialmente sabbioso, fanno capolino decine di piccoli occhi dalle incredibili sfumature verdi e blu che fissano incuriositi i subacquei. Sono gli occhi dele tante tracine che, ben nascoste sotto un sottile strato di sabbia, tendono l'agguato ai piccoli pesci di cui si nutrono.

Le isole Eolie