Il caccia inglese Hawker Hurricane

Il mar Mediterraneo è testimone silenzioso delle catastrofi che hanno avuto luogo sulla sua superficie nei millenni passati. Durante l'ultima Guerra Mondiale divenne ancora una volta teatro di sanguinose battaglie, ma non soltanto sul pelo dell'acqua stavolta o sotto di esso, ma anche nei cieli.
Le nazioni coinvolte nella guerra riscossero grandi successi e perdite spettacolari. Sia gli Alleati che gli stati dell'Asse persero letteralmente migliaia di aereoplani. Alcuni sparirono senza lasciare traccia, mentre per altri sappiamo abbastanza bene dove colpirono il suolo. Sebbene la loro attuale ubicazione sia spesso inacessibile anche ai sommozzatori tecnici, a causa della profondità del fondale, nel caso di alcuni possiamo guardare la storia direttamente negli occhi.

E' il caso della versione cosiddetta "tropicalizzata" di questo Hawker Hurricane: spedito dal Regno Unito attraverso la Francia e destinato allo squadrone 80 di stanza in Egitto per rimpiazzare i vetusti Gloster Gladiator, venne adoperato sul campo in seguito all'ingresso dell'Italia in guerra nel giugno 1940. La sua prima vittima venne abbattuta già il 19 giugno 1940, ma il suo successo cominciò rapidamente a declinare. Vi furono ingenti perdite soprattutto nel nord Africa e in genere in tutto il canale di Sicilia dovute all'arrivo dei BF-109E, motivo per cui venne gradualmente rimpiazzato da altri aerei a partire dal giugno 1941 nel ruolo di caccia da superiorità aerea. Il suo utilizzo in questo teatro di battaglia venne poi definitivamente abbandonato con l'arrivo dei nuovi caccia C.202 Folgore della Regia Aeronautica Macchi.

Il relitto si trova oggi ad una profondità di appena 27 metri rendendo l'immersione particolarmente semplice e rilassata.