The Aci Castello roman ship

The Aci Castello roman ship



Detail of an amphora belonging to the Aci Castello wreck.

La storia di questo relitto è alquanto movimentata. Dopo la scoperta, avvenuta in maniera del tutto fortuita ad opera di un gruppo di sommozzatori locali, le autorità preposte decidono di indire una conferenza stampa per annunciare il ritrovamento del relitto, data anche l'eccezionalità della scoperta. All'ultimo momento la conferenza stampa viene annullata, sia per non divulgare il sito del ritrovamento (che esporrebbe il relitto al pericolo di saccheggi e danneggiamenti), sia perchè si sa ancora troppo poco circa la natura, la provenienza e l'epoca di questa nave.

Dal relitto viene prelevata una sola anfora, destinata all'analisi da parte della locale Sovrintendenza, e la Capitaneria di Porto di Catania pone contestualmente il divieto alle attività subacqueee, di pesca, ancoraggio e danneggiamento.
Contrariamente a quanto avvenuto con altri relitti, che sono stati recuperati, portati in superficie ed esposti nei musei, questo è destinato a migliore sorte. Il protocollo "Abandoned Shipwreck Act Guidelines" siglato dall'UNESCO sancisce infatti che le navi affondate, riconosciute come reperto storico o archeologico, debbano essere lasciate nello stesso posto del ritrovamento al fine di non decontestualizzare il bene.

Oggi il relitto si trova praticamente nelle stesse condizioni in cui versava al momento del naufragio, avvenuto più di duemila anni fa: il carico si trova disperso su una superficie di circa 50-100 metri quadrati e consta di vasellame vario ed una gran quantità di anfore di epoca romana imperiale, alcune delle quali ancora perfettamente conservate e integre, sebbene aggredite da superficiali incrostazioni marine.
Non si tratta certamente di una nave da guerra, quanto piuttosto da trasporto destinato al commercio.